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Marzo 8, 2022

Capo d’Orlando e le sue bellezze

L’area di Messina è popolata da luoghi incantevoli, ognuno con le sue particolarità. Tra questi c’è Capo d’Orlando, località nata come un borgo di pescatori e diventata nel corso degli anni una meta interessante a livello turistico. Uno comune messinese che merita di essere visitato e conosciuto in tutte le sue sfaccettature.

Cenni storici

L’origine del nome Capo d’Orlando risale all’Alto Medioevo, ribattezzando la città in onore a una presunta
sosta del paladino Orlando che fece durante una crociata in Terra santa. In precedenza l’odierno comune messinese si chiamava Agatirno, antico insediamento degli Spartani che secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Agatirso, figlio di Eolo (re dei venti e delle isole Eolie). L’ultima testimonianza relativa a Capo d’Orlando prima dell’epoca medievale risale al 210 a.C., quando ci fu una massiccia deportazione Calabria dal console Marco Valerio Levino. Durante il Vespro siciliano il 4 luglio 1299, Capo d’Orlando torna nelle cronache con una battaglia navale tra Giacomo II e Federico III per la reggenza degli Aragonesi in Sicilia, nel contesto della disputa fra Aragonesi e Angioini per il trono siciliano.
Nel 1398, Capo d’Orlando è citata nelle cronache per l’assedio di Bernardo Cabrera, conte di Modica, che insegue Bartolomeo di Aragona, traditore del re Martino I rifugiatosi nel Castello che si trova sul promontorio dal quale Capo d’Orlando prende il nome. I secoli successivi, segnatamente il XVIII e l’inizio del XIX, sono anni di lunghe e dannose alluvioni, che spingono i conti d’Amico, antichi proprietari del latifondo, a cederne la proprietà al Comune di Naso. Le alluvioni sono però occasione di nuova fortuna per Capo d’Orlando: per effetto dell’azione del mare nasce una pianura molto fertile, che porta fiorenti coltivazioni ad essere tra le attività più diffuse insieme a quella dei pescatori.
Nello stesso periodo, nella zona di San Gregorio nasce una tonnara: è così che Capo d’ Orlando raggiunge una forte indipendenza economica e inizia a crescere demograficamente, anche per effetto del completamento, nel 1895, della ferrovia che attraversa il centro e delle statali 113 Messina-Palermo e 116 Capo d’Orlando-Randazzo.

Cosa vedere

Tra le testimonianze più importanti della storia di Capo d’Orlando figura il suo Castello, o meglio i resti di
tale edificio. Utilizzato per lo più come roccaforte di guardia contro i pirati, nel 1400 venne distrutto quasi del tutto durante un assedio. Un altro edificio simile è il Castello Bastione o del Trappeto, costruito all’incirca nel XIV secolo a difesa delle piantagioni di canna da zucchero e ora ristrutturato ed adibito a centro culturale polivalente.Un luogo di grande interesse di Capo d’Orlando è il Santuario di Maria Santissima, costruito nel 1600 accanto ai resti del Castello. Si tratta del luogo di culto più importante del comune messinese  e, a livello architettonico, è molto interessante il soffitto in legno intarsiato a forma di stella a otto punte.

Cosa fare

Durante un soggiorno a Capo d’Orlando, è consigliabile fare un giro alle Terme di Bagnoli (contrada del comune messinese). Si tratta di un’area archeologica ritrovata nel 1987 durante operazioni di scavo e probabilmente appartenente ad una villa romana del III-IV sec. d.C. Sono composte da otto vani, divisi in tre ambienti differenti e il percorso segnalato guida in tutte le zone visitabili. Interessante anche visitare il Parco Scafa, area attrezzata per passeggiate, a piedi o in bici, dove poter passare alcune ore ammirando il panorama che si estende sul mare. Sono presenti zone giochi per bambini, bar e i resti visitabili di un piccolo anfiteatro di epoca greco romana.

Cosa e dove mangiare

Pur essendo in origine un borgo di pescatori, Capo d’Orlando ha nella sua tradizione culinaria anche piatti di carne oltre a quelli di pesce. Il tutto realizzato con prodotti provenienti esclusivamente dal Mar Tirreno e dall’entroterra siciliano. Tra i piatti tipici troviamo: le cozze gratinate, gli involtini di pesce spada, la caponata e gli arancini siciliani. Come dolci, la cassata e i cannoli siciliani. Non mancano i ristoranti dove gustare queste e altre prelibatezze, in modo da soddisfare ogni esigenza. Trattoria Le Siciliane, Il Torrente, Doria 66, Terra e Il Gabbiano sono ristoranti della zona che meritano di essere provati.

Spiagge

Capo d’Orlando vanta una delle spiagge più famose della Sicilia, ovvero quella di San Gregorio. Un litorale
che ha ispirato il celebre cantautore Gino Paoli per la canzone “sapore di sale”, uscita nel 1963. La spiaggia
è formata da piccole insenature, con sabbia chiara, ghiaia e ciottoli. Il mare turchese che la bagna contribuisce a rendere lo spettacolo decisamente mozzafiato.

Come arrivare

Se per arrivare in Sicilia avete optato per l’aereo, partendo dall’aeroporto di Palermo potete noleggiare una
macchina, prendere l’autostrada A20 e uscire allo svincolo Rocca di Caprileone-Capo d’Orlando Ovest.
Dall’aeroporto di Catania, invece, dopo aver percorso l’autostrada A18, dovete prendere lo svincolo Capo
d’Orlando-Naso. L’omonima stazione ferroviaria consente di raggiungere Capo d’Orlando anche in treno.

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