{"id":11907,"date":"2022-10-26T10:41:29","date_gmt":"2022-10-26T10:41:29","guid":{"rendered":"https:\/\/stage7.gocomunicazione.it\/lisola-di-vulcano\/"},"modified":"2023-01-09T17:19:39","modified_gmt":"2023-01-09T17:19:39","slug":"lisola-di-vulcano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centosicilie.com\/en\/lisola-di-vulcano\/","title":{"rendered":"L\u2019isola di Vulcano"},"content":{"rendered":"<p>Tra le Isole Eolie figura anche Vulcano, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 in antichit\u00e0 gli abitanti erano devoti a Vulcano (dio romano del fuoco).<\/p>\n<p><strong>Cenni storici<\/strong><\/p>\n<p>Secondo alcuni studi condotti da archeologi ed etno-antropologi, questa pu\u00f2 essere identificata come \u201cIsola dei morti\u201d. Ci sono infatti testimonianze del fatto che, anticamente, tutti defunti venissero portati qui anche dalle altre Isole Eolie attraverso rudimentali imbarcazioni. In questo modo, i cadaveri potevano<br \/>\nessere purificati dal dio del fuoco. Ci sono per\u00f2 opinioni discordanti su dove venivano sepolti cadaveri: c\u2019\u00e8 chi dice sull\u2019Isola di Vulcano e chi sulle isole di appartenenza. L\u2019isola assunse il nome attuale nel momento in cui i Romani hanno ribattezzato Vulcano il dio Efesto. Dopo secoli in cui rimase disabitata, intorno al 510, re Teodorico vi releg\u00f2 per punizione il curiale Iovino. Il normanno Ruggero I, conte di Sicilia, intorno all\u2019anno 1083 fece donazione dell\u2019Isola, insieme ad altre dell\u2019arcipelago, al Monastero di San Bartolomeo dei monaci benedettini di Lipari tramite il suo Abate Ambrogio.<br \/>\nPer secoli l\u2019Isola di Vulcano rimase sotto il dominio della Chiesa di Lipari. Nel 1813 giunse da Napoli il generale Vito Nunziante, con nulla osta regio, onde potere acquistare terre nelle Isole Eolie, dalla Mensa Vescovile di Lipari. La notte del 3 agosto 1888 l\u2019eruzione del Vulcano, cui sarebbero seguiti nei due anni successivi vari eventi di intensit\u00e0 minore, danneggiava seriamente le infrastrutture costruite per<br \/>\nl\u2019estrazione di zolfo, ponendo fine a tutte le attivit\u00e0 lavorative.<br \/>\nDalla fine dell\u2019800 cominciarono ad arrivare dalla Sicilia i primi contadini in cerca di fortuna. Da Gelso, ove vi era una sorta di porto naturale per le barche, i lavoratori della terra, a dorso di asini e muli, si spostavano a Vulcano Piano, zona pianeggiante a circa 400 metri di altitudine. Proprio a Gelso ritroviamo la prima chiesa<br \/>\ndell\u2019isola (Sec. XIX), poco pi\u00f9 che una stanza, tuttora esistente. Sempre in localit\u00e0 Gelso, nell\u2019Ottocento venne edificato un faro, con accanto la casa per i faristi. Recentemente il detto faro \u00e8 stato vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina. Vulcano Porto si cominci\u00f2 invece a popolare nel XX secolo, con la presenza di pochissimi nuclei familiari, provenienti dalle coste siciliane e dalla vicina Lipari.<br \/>\nSolo intorno al 1950 Vulcano inizi\u00f2 ad essere frequentata da turisti, che oggi costituiscono la maggiore risorsa economica dell\u2019isola.<\/p>\n<p><strong>Cosa vedere<\/strong><\/p>\n<p>Tra le attrazioni dell\u2019isola figura certamente il Gran Cratere della fossa, che domina Vulcano con il suo diametro di circa 500 metri. \u00c8 raggiungibile partendo dal porto levante e attraverso un percorso di quasi un\u2019ora. Si tratta di un\u2019escursione inizialmente faticosa a causa della sofficit\u00e0 delle sabbia vulcaniche, ma \u00e8<br \/>\nuna tappa obbligatoria di ogni visita a Vulcano. Da non perdere anche la Pozza Termale, che \u00e8 stata realizzata negli anni \u201960 grazie alla rimozione della crosta superficiale dell\u2019area delle fumarole. Il suo laghetto vulcanico \u00e8 alimentato naturalmente attraverso le polle dei soffioni vulcanici. Nelle sue acque si stemperano i vapori benefici dello zolfo e delle sue<br \/>\npropriet\u00e0 benefiche. Il suo fine fango argilloso \u00e8 un toccasana per il corpo e per la pelle di turisti provenienti da tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>Cosa fare<\/strong><\/p>\n<p>Un posto dell\u2019isola da visitare \u00e8 la Baia delle Acque Calde, proprio davanti ai laghetti dei fanghi e prende il suo nome dal calore sprigionato dai getti di acqua calda che fuoriescono dal mare. Il risultato? Un incredibile idromassaggio 100% naturale.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 consigliabile fare un giro alla Valle dei Mostri. Nell\u2019area dell\u2019istmo di Vulcanello, troviamo la splendida valle e le sue bizzarre formazioni rocciose. Il tempo e gli agenti atmosferici hanno plasmato queste rocce conferendogli la sagoma di animali e creature mitologiche.<\/p>\n<p><strong>Cosa e dove mangiare<\/strong><\/p>\n<p>La cucina di Vulcano \u00e8 strettamente legata alla tradizione generale delle Eolie e della Sicilia. Tra i piatti tipici<br \/>\nci sono: la zuppa di scorfano all\u2019eoliana, gli involtini di pesce spada e i gigi eoliani. Queste e altre prelibatezze possono essere gustate presso ristoranti di qualit\u00e0 come La Bottega di Vulcano, Il Cappero at Therasia Resort e L\u2019Arcipelago.<\/p>\n<p><strong>Spiagge<\/strong><\/p>\n<p>Una delle spiagge assolutamente da visitare a Vulcano \u00e8 quella del Gelso, raggiungibile da Vulcano Porto grazie ad un\u2019unica strada. Quest\u2019area dell\u2019isola era destinata principalmente alla coltivazione dei vigneti. Ogni anno, durante la prima domenica di luglio, si festeggia la Madonna delle Grazie. Interessante anche la Spiaggia delle Sabbie Nere, che si caratterizza per il colore della sabbia di natura vulcanica. Questa baia protetta collega il porto di Levante all\u2019ex isola di Vulcanello, con una discesa in acqua graduale e non troppo profonda.<\/p>\n<p><strong>Coma arrivare<\/strong><\/p>\n<p>Vulcano \u00e8 collegata all\u2019isola di Lipari tramite un servizio marittimo effettuato dal porto di Levante (sull\u2019sola di Vulcano) fino al porto di Sottomonastero a Lipari (circa un quarto d\u2019ora), attraverso le Bocche di Vulcano.<br \/>\n\u00c8 raggiungibile con circa un\u2019ora e mezza di navigazione con la nave e con circa tre quarti d\u2019ora via aliscafo da Milazzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le Isole Eolie figura anche Vulcano, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 in antichit\u00e0 gli abitanti erano devoti a Vulcano (dio romano del fuoco). 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